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Come e perché Imeco nasce: una tappa significativa sul percorso della mediazione e della conciliazione.



Imeco affonda le sue radici in un percorso ultravententennale .  Esso fa riferimento al primo persorso ancorato alla responsabilità sociale di impresa, avviato da una grande azienda pubbilca, la Sip poi Telecom , che nel 1989 fu all'origine della negoziazione e delle firma del primo Accordo Quadro e del Primo Protocollo di Intesa Sip- Associazioni dei Consumatori.


Tale accordo fu sperimentato nel 1991 dapprima in Sicilia e Lombardia e nel 1993 esteso in tutto il territorio nazionaale . Nello stesso anno tale procedimento è stato riconosciuto dalla UE quale " PROGETTO PILOTA PER L'ACCESSO DEI CONSUMATORI ALLA GIUSTIZIA. Nella prima fase a fare da associazione capofila è stata l’Unione Nazionale Consumatori, nella seconda fase la Lega Consumatori.


Si trattava fortemente innovatrivo cui all'inizio mancava un nome . L'occasione per denominarlo fu la Prima Conferenza Programmatica che i tenne e a Milano il 13/14 dicembre 1999. Fu nei lavori preparatori della realzione tenuta da Pietro Praderi che venne coniata la definizione di quello che era un modello nuovo di conciliazione allora in fase sperimentale : il modello della conciazione paritaria . inizia con il progetto “conciliazione e arbitrato “ promosso dalle associazioni dei consumatori e da Sip poi Telecom e riconosciuto dalla Commissione Europea agli inizi degli anni Novanta.

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Sviluppandosi l’esperienza e accogliendo un consiglio comunitario si è dato vita ad un soggetto specifico denominato ICO: Istituto Conciliazione. Su questa strada sono stati realizzati tre progetti pilota su “conciliazione e arbitrato”conclusi con il riconoscimento della procedura Telecom- Associazione di Consumatori da parte della Commissione Europea e della sua impostazione innovativa incentrata sul modello della conciliazione paritaria.

Ico è stato il soggetto con il quale è stato concordato il progetto”conciliazione con Consumers’s Forum per il monitoraggio delle conciliazioni basato sulla adozione del formulario europeo.

Inoltre ICO è stato il soggetto con il quale si è sviluppata la serie dei seminari di formazione dei conciliatori per Telecom e Poste Italiane nei quali è stata sperimentata positivamente la metodologia formativa basata sul coinvolgimento comune degli aspiranti conciliatori delle associazioni e delle imprese.

Ico, in questo quadro, ha svolto una utile funzione di modalità progettuale al servizio delle associazioni dei consumatori e delle imprese disponibili.


Si trattava fortemente innovatrivo cui all'inizio mancava un nome . L'occasione per denominarlo fu la Prima Conferenza Programmatica che i tenne e a Milano il 13/14 dicembre 1999. Fu nei lavori preparatori della realzione tenuta da Pietro Praderi che venne coniata la definizione di quello che era un modello nuovo di conciliazione allora in fase sperimentale : il modello della conciliazione paritaria.


Con la Lega Consumatori in funzione di capofila è stato vinto il Bando CEE per il ricorso all’uso del formulario unico europeo proposto dalla Raccomandazione 1998/257/CE.

I risultati dell’azione sono stati apprezzati nel documento conclusivo a cura del Consiglio d’Europa.


Questa attività complessa e articolata è stata fatta confluire consensualmente in Consumer' s Forum portando così ad un esaurimento della Funzione di ICO (Istituto di Conciliazione).


Nella operazione di "consegna" di ICO a Consumer's Forum era contenuta la : 





LA PROPOSTA DI COSTITUIRE UN ORGANISMO STRAGIUDIZIALE PARTENDO DAI DATI DELLA ESPERIENZA REALIZZATA NELLA CONCILIAZIONE PARITARIA.



I dati dovevano essere  essenzialmente i seguenti:



a) il patrimonio dei protocolli di intesa, regolamenti procedure, prassi condivise costantemente monitorati, aggiornati e innovati;



b) il ”corpo” dei conciliatori formati e sperimentati; a questi si possono aggiungere in itinere i mediatori che le associazioni possono formare secondo le indicazioni della Commissione Europea;



c) l’attività degli sportelli realizzata a contatto diretto con i cittadini consumatori e utenti.



Questi tre tipi di dati dovevano costituire la base  sulla quale costruire un organismo extragiudiziario.





UN ORGANISMO STRAGIUDIZIALE CON QUALI SCOPI?



Gli scopi potevano essere i seguenti:



a) contribuire alla elaborazione di procedure di conciliazione costantemente aggiornate e innovate;



b) contribuire alla formazione e all’aggiornamento dei conciliatori e dei mediatori;



c) contribuire alla elaborazione e realizzazione di progetti a dimensione europea,



d) contribuire alla attività di monitoraggio delle conciliazioni;



e) costituirsi come soggetto federato degli uffici nazionali che trattano le conciliazioni on line e le controversie transfrontaliere;



f) rappresentare unitariamente le associazioni nei rapporti con il Centro di Scambio Nazionale, i centri di scambio e gli organismi stragiudiziali degli altri paesi europei. 



Ci furono diverse vicente , Pietro Praderi venne incaricato di stendere il progetto di fattibilità ma per presentarlo al Ministero della Giustizia per ilo ricnoscimento furono mandati due altri esponenti di Cosumer's Forum che di ritorno affermarono che era impossibile realizzare il Progetto . Lo stesso fu presentato da Lega Consumatori e da quel momento è nato IMECO (Istituto di Mediazione e Conciliazione, dove il termine mediazione allora non in voga si voleva riferirlo essenzialmente alle prospettive di mediazione familiare, invece venne di attualità.