ARTICOLO 141 CODICE DEL CONSUMO E SUA ATTUAZIONE

articolo 141 Codice del Consumo e sua attuazione

Codice del Consumo

Parte V Associazioni dei consumatori e accesso alla giustizia

Titolo II Accesso alla giustizia

 

Articolo 141 Composizione extra giudiziale delle controversie

 

1. Nei rapporti tra consumatore e professionista, le parti possono avviare procedure di composizione extragiudiziale per la risoluzione delle controversie in materia di consumo, anche in via telematica.

 

2. Il Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con il Ministro della giustizia, con decreto di natura non regolamentare, detta le disposizioni per la formazione dell'elenco degli organi di composizione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo che si conformano ai principi della raccomandazione 98/257/CE della Commissione, del 30 marzo 1998, riguardante i principi applicabili agli organi responsabili per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo, e della raccomandazione 2001/310/CE della Commissione, del 4 aprile 2001, concernente i principi applicabili agli organi extragiudiziali che partecipano alla risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo. Il Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con il Ministero della giustizia, comunica alla Commissione europea gli organismi di cui al predetto elenco ed assicura, altresì, gli ulteriori adempimenti connessi all'attuazione della risoluzione del Consiglio dell'Unione europea del 25 maggio 2000, 2000/C 155/01, relativa ad una rete comunitaria di organi nazionali per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo.

 

3. In ogni caso, si considerano organi di composizione extragiudiziale delle controversie ai sensi del comma 2 quelli costituiti ai sensi dell'articolo 2,comma 4, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, dalle camere di commercio,industria, artigianato e agricoltura.

 

4. Non sono vessatorie le clausole inserite nei contratti dei consumatori aventi ad oggetto il ricorso ad organi che si conformano alle disposizioni di cui al presente articolo.

 

5. Il consumatore non può essere privato in nessun caso del diritto di adire il giudice competente qualunque sia l'esito della procedura di composizione extragiudiziale.

 

                    TRE PUNTI PER LA PROPOSTA DI ATTUAZIONE DELL’ART.141 DEL CODICE DEL CONSUMO

1)     FARE RIFERIMENTO AI DOCUMENTI COMUNITARI RICHIAMATI DALL’ART.141 DEL CODICE DEL CONSUMO ED IN PARTICOLARE ALLA RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA DEL 25 MAGGIO 2000.

Infatti tali documenti delineano un quadro istituzionale nel quale possiamo agevolmente collocare le procedure negoziate fra associazioni e imprese . Oltre alle procedure che si avvalgono del conciliatore terzo la risoluzione citata del Consiglio d’Europa accoglie organismi e procedure che pur non proponendo o imponendo “ formalmente una soluzione bensì cercano semplicemente di trovare una soluzione di comune accordo e pertanto non si può pretendere che applichino tutti i principi stabiliti dalla raccomandazione pur svolgendo una funzione di grande utilità per i consumatori”. In questo quadro, cosa che fatica a farsi strada, è a portata di mano la possibilità di passare dalle attuali 20 procedure negoziate fra imprese e associazioni agli organismi extragiudiziali, creando così le condizioni certe per essere pronti all’inserimento di essi nell’elenco degli organismi extragiudiziali previsto dall’art. 141 del Codice del Consumo..

2)     PRESENTARE E VALORIZZARE L’ESPERIENZA DELLA CONCILIAZIONE NEGOZIATA FRA ASSOCIAZIONI E IMPRESE COME PERCORSO MATURO PER IL SUO RECEPIMENTO NEL PERCORSO DI ATTUAZIONE DELL’ART. 141 DEL CODICE DEL CONSUMO

Punto fermo: la conciliazione convenzionale negoziata dalle associazioni e dalle imprese  collocata nel quadro  del Documento Unitario del CNCU , con le proposte di innovazione e di aggiornamento in esso contenute, è in linea con i requisiti posti dall’art. 141 del Codice del consumo ed è in grado di essere recepita nelle “disposizioni  per la formazione dell’elenco degli organi di composizione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo”  di cui parla l’art. stesso.

3)     DARE RILIEVO AL COMPITO ISTITUZIONALE SPECIFICO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DI INTERVENIRE DIRETTAMENTE NELLE CONTROVERSIE IM MATERIA DI CONSUMO.

Va motivato che la conciliazione è procedura extragiudiziale  in materia di consumo   fa parte dell’accesso alla giustizia alternativa e integrativa , fa riferimento ad accordi quadro, protocolli convenzioni e regolamenti negoziati fra soggetti sociali ed economici ,su un percorso che è “altro” rispetto a tutto ciò che conduce al processo , ai tribunali e allo stesso Ministero della Giustizia . Noi dobbiamo produrre un chiarimento innanzitutto culturale e politico.

Il Ministero dello Sviluppo Economico detiene il compito istituzionale di  riconoscere e sostenere con l’attuazione dell’art. 141, la nascita e lo sviluppo della conciliazione in materia di consumo , di dettare e gestire le disposizioni per il riconoscimento e lo sviluppo degli organi extragiudiziali operanti in materia di consumo, che è chiamato a comunicare alla Commissione Europea.  

Milano 30 marzo 2010                                  Pietro Praderi