BELGIO

Consumerismo in BELGIO

Strutture pubbliche/amministrative ed organismi semipubblici
Come il CNCU in Italia, anche in Belgio esiste un organo consultivo specializzato: il Conseil de la Consommation/Raad Voor Het Verbruik.
Il Consiglio ha 36 membri, metà dei quali sono rappresentanti dei consumatori, nominati dalle associazioni riconosciute dai medesimi, l'altra metà è rappresentata da vari gruppi che interessano gli industriali come la produzione, la distribuzione, gli artigiani, i professionisti e l'agricoltura.
Le associazioni sono riconosciute dal Ministro dell’Economia, che concede loro il diritto di partecipare alle discussioni nel Consiglio per i Consumatori.
Se una associazione è accolta nel Consiglio dei Consumatori, è considerata rappresentativa ed ha diritto di agire in giudizio come associazione riconosciuta. Compito del Consiglio è fornire consulenze al governo belga.
L’incidenza del Consiglio sulla politica in materia di consumatori è limitata.
Il gran numero degli interessi divergenti rappresentati rende di solito impossibile il raggiungimento di un parere unanime.
Secondo il Decreto Reale che ha costituito l’organismo il 20 febbraio 1964, deve anche raccogliere informazioni circa i problemi dei consumatori, stimolare la ricerca e coordinare le iniziative sull’informazione.
Purtroppo, le limitate risorse non gli hanno consentito di assolvere questo compito e gran parte di esso viene ora assolto dal CRIOC/OIVO.
Il Centre de Recherches et d’Information des Organisations des Consommateurs/OflderZoek en Infonnatìecentrum Voor de Verbruikersorganisaties è stato fondato nel 1975 accogliendo il desiderio delle associazioni di ottenere un sostegno nella preparazione delle riunioni del Consiglio.
Il Centro è finanziato quasi interamente da una sovvenzione del Ministero dell’Economia ed è governato dalle associazioni dei consumatori. Il compito è di fornire assistenza tecnica.
Dispone di tre servizi: studio, documentazione, informativo ed educativo.
La biblioteca del CRIOC/OIVO è la più grande del Belgio per il numero dei libri e pubblicazioni.
Pubblica una rassegna stampa settimanale contenente i riassunti degli articoli pubblicati in 30 giornali e 16 settimanali di tutta Europa.

Le associazioni private
In Belgio, a rigore, esiste una sola associazione dei consumatori: La Association des Consommateur/Verbruikersunie.
Tuttavia l'elenco di quelle riconosciute indica 17 nomi e ciò perché abbastanza facile è ottenere il riconoscimento: è sufficiente, infatti, che l’associazione sia rappresentata nel Consiglio dei Consumatori.
Anche i sindacati e le cooperative di consumo sono riconosciute come associazioni e, come accade in altri paesi, anche le associazioni delle famiglie e quelle femminili possono rappresentare gli interessi dei consumatori.
L’Association des Consommateurs Verbruikersunie, fondata nel 1957, persegue esclusivamente finalità proprie del movimento dei consumatori.
La Verbruikersunie , collabora anche con organizzazioni simili in Europa, come in Italia con il Comitato di Difesa dei Consumatori-Altroconsumo ed i risultati dei test comparativi sono pubblicati sulle riviste Test Aankoop/Test Achats.
E' una associazione totalmente privata e finanziata quasi esclusivamente dai proventi della vendita delle proprie pubblicazioni.
La scelta tra i test comparativi finanziati col denaro pubblico e la soluzione del mercato privato ha notevoli conseguenze per quanto concerne la diffusione dell’informazione.
La Verbruikersunie vieta rigidamente l’uso dei risultati nella pubblicità professionale.
Dal punto di vista dell’associazione questo divieto si dichiara necessario per garantire la sua indipendenza.
Fino al 1992 ha contato sulla legge del copyright per la tutela dell’informazione fornita dai test comparativi e nello stesso anno è riuscita a convincere i legislatori ad inserire nella legge contro la Concorrenza Sleale e per l’Informazione e la Tutela del Consumatore il nuovo articolo 23, il quale fa esplicito divieto di utilizzazione pubblicitaria dei risultati dei test effettuati dalle associazioni private.

La risoluzione delle dispute
La Verbruikersunie distribuisce moduli-tipo di contratti il cui contenuto è stato negoziato con i fornitori.
I moduli, approvati da Testaankoop/test Achats sono disponibili per l’acquisto dei beni di consumo durevoli come gli affitti delle case, l’acquisto di terra, l’acquisto di mobili etc.
Nello stesso contesto sono state costituite delle commissioni arbitrali che decidono su queste problematiche.
Le associazioni dei consumatori hanno il diritto di stare in giudizio anche per le azioni contro le pratiche commerciali sleali. In base alla legge sulle scorrette pratiche commerciali l’associazione deve essere riconosciuta, e per questo basta solo che sia membro del Consiglio dei Consumatori.
Non vi sono altre condizioni per il riconoscimento, ma il governo è stato autorizzato ad emettere in proposito un decreto reale.
Il concetto di pratiche commerciali scorrette viene interpretato molto ampiamente: esso copre la pubblicità ingannevole, le clausole scorrette dei contratti con i consumatori e i metodi di vendita che utilizzano tattiche basate su forti pressioni.
La violazione contrattuale non consente alle associazioni di intraprendere azioni legali, perché essa non è considerata una pratica commerciale scorretta.
Fino all’emanazione della direttiva UE in materia, le associazioni si sono raramente avvalse dei loro poteri di agire in giudizio, anche perché sin da quando questo diritto è stato loro riconosciuto, nel 1971, è stato raggiunto con l’industria un accordo che le ha impegnate a cercare di risolvere amichevolmente eventuali problemi.